Se fai una cosa falla bene

Serve concentrazione per poter far bene qualsiasi cosa, sia praticare uno sport che imparare a suonare uno strumento musicale quanto svolgere qualsiasi compito quotidiano.

Concentrarsi significa focalizzare tutta l’attenzione su quello che stai facendo, nel momento in cui lo stai facendo.

Vuol dire che sei ogni attimo consapevole di quello che stai facendo. Se ascolti, ascolti; se giochi con tuo figlio, giochi con tuo figlio; se guardi un tramonto, lo vedi veramente, lo assorbi; se parli con qualcuno, stai nella conversazione con tutto te stesso e non pensi ad altro.

 

Milioni di anni fa i primi uomini erano esperti in concentrazione, erano costretti ad esserlo altrimenti ogni piccola distrazione sarebbe stata fatale per la loro vita.

Nel mondo di oggi, pieno di tastiere, auricolari e telecomandi, invece, è sempre più difficile concentrarsi perché viviamo spesso con centomila cose diverse che richiedono la nostra attenzione e così, con l’illusione di guadagnare tempo, tentiamo di eseguire contemporaneamente svariate mansioni mentre nella testa si susseguono tanti ragionamenti.

In questo modo perdiamo la concentrazione e la giusta considerazione del momento presente.

 

Per prima cosa è la memoria breve a risentire di questo nostro comportamento perché ci dimentichiamo di molte cose, ad esempio le chiavi che cerchiamo in tutta la casa o il cellulare che abbiamo appoggiato chissà dove.

In secondo luogo facciamo le cose male, in modo sbrigativo o diverso da come ci è stato chiesto.

La terza conseguenza è che non ci godiamo niente perché, funzionando con il pilota automatico,  meccanicamente, non ci rendiamo pienamente conto di quello che stiamo facendo o vivendo dal momento che una parte notevole della nostra energia è assorbita da ricordi, fantasticherie, rimpianti legati al passato oppure preoccupazioni e pianificazioni riguardo al futuro. Per via di questo ‘traffico di pensieri’ interno alla mente siamo presenti soltanto a metà rispetto alle cose che stiamo facendo e perdiamo solitamente gran parte della ricchezza di esperienza della nostra vita o quantomeno tendiamo a sottovalutarne il valore e il significato.

 

Quando siamo dominati dall’inconsapevolezza perdiamo anche il contatto con il nostro corpo e con i suoi segnali e messaggi, il che a sua volta può causare guai fisici.

Il corpo, infatti, difficilmente ha reazioni imprevedibili. Se siamo in contatto con esso, abbiamo la capacità di capire per tempo quello che ci vuole comunicare e possiamo rispondere in maniera appropriata dal momento che i sintomi fisici sono messaggi che ci invia per farci sapere come sta e quali sono i suoi bisogni.

Imparare ad ascoltarsi è quindi di vitale importanza per la nostra salute e per la qualità della nostra vita.

 

Ma consapevolezza, ascolto e presenza occorrono anche nelle relazioni perché, se abitualmente le viviamo senza essere pienamente presenti in esse, non possiamo entrare veramente in sintonia con le persone che amiamo e, nel tempo, rischiamo di perderle.

Dunque cerca di assaporare ogni momento della vita.

Come i bambini che vivono intensamente, qualsiasi cosa facciano.  

Cercando di avere un rapporto attento con la realtà, puoi far crescere le occasioni di benessere e di gioia.

 

P.S.

Sulla consapevolezza e l’importanza di restare ancorati al momento presente puoi leggere questi tre miei precedenti articoli:

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