Sale: poco e buono

 

Il sale marino integrale, che contiene oltre al sodio piccole quantità di altri elementi utili, è un cibo molto astringente che fornisce potenza ed energia alle pietanze.
È senza dubbio da preferire al comune sale da tavola raffinato, si sbaglia ugualmente però se si eccede nell’uso perché, oltre a provocare ritenzione idrica, pressione alta, perdita di calcio nelle ossa (aumentando quindi il rischio di osteoporosi), può anche aggravare l’asma, causare costipazione e disturbi al cuore e ai reni.

Se la tua urina è scura vuol dire che molto probabilmente stai consumando troppo sale. Un naturopata riconoscerà inoltre i segni di un eccesso di sale anche osservando la pelle, gli occhi e i denti della persona che ha di fronte.

Ma quanto sale dovremmo consumare al giorno?
Non si può dare una misura valida per tutti, le quantità variano per ogni singola persona a seconda del tempo, dell’attività svolta e di altri fattori.
In linea generale si deve stare molto attenti ai cibi troppo lavorati e già pronti che ne sono ricchissimi, agli affettati e ai formaggi stagionati, agli spuntini salati tipo arachidi e patatine. L’ideale sarebbe scegliere spezzafame più sani e cercare di preparare in casa zuppe, salse e pietanze usando meno sale sia per cucinare che a tavola.

 

Se ridurrai gradatamente il consumo di sale, dopo circa quattro settimane il tuo palato si adatterà e inizierai ad apprezzare di più il naturale sapore dei cibi.
Prova ad insaporire i piatti con erbe aromatiche, spezie, aglio, cipollotti, porro, succo di limone. Sostituiscono egregiamente il sale e in più apportano al tuo organismo tanti benefici.

 

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