La macchina per pulire gli oceani funziona

The Ocean Cleanup, il progetto lanciato 7 anni fa da Boyan Slat, un giovane olandese di 17 anni, ha ottenuto i suoi primi risultati. 

Dopo alcuni tentativi falliti il nuovo modello perfezionato della barriera galleggiante progettata per rastrellare rifiuti nel Pacifico spinta dall’azione delle correnti sta funzionando

Il sistema è attualmente dislocato 2000 km al largo della California e muovendosi (senza l’ausilio di motori o di personale) raccatta plastica di tutte le dimensioni e forme che galleggia sull’oceano, anche microplastiche delle dimensioni di un millimetro considerate oggi una delle più insidiose forme di inquinamento per l’ambiente marino. 

Ma il compito di ripulire il mare reso una discarica è più difficile di quanto si possa immaginare e l’Ocean Cleanup ha già in programma di varare per l’anno prossimo una seconda versione più robusta, in grado di rimanere in acqua più a lungo e trattenere tutta la plastica raccolta anche per un anno prima che una nave cargo la prelevi.

 

Purtroppo ogni anno finiscono nei mari del mondo tonnellate di plastica che vanno a formare agglomerati non biodegradabili che ricoprono vasti spazi della superficie marina

La plastica non si decompone ma, nel tempo, si degrada in tante piccolissime parti e questo pulviscolo oltre a disperdersi orizzontalmente precipita poi anche sui fondali tanto che depositi di microplastiche sono stati rinvenuti anche nelle fosse più profonde degli oceani. 

È inquietante l’elenco di cetacei e uccelli uccisi dopo aver ingerito sacchetti e pezzi di plastica scambiati per prede e non è da escludere il pericolo per la nostra salute dato che le particelle più piccole ingerite dai pesci rientrano poi nella catena alimentare (leggi a proposito il mio precedente post Cosa mangia il pesce che mangi).

 

Lode quindi a questo giovane ragazzo che ha agito con i fatti con un progetto così utile (altro che milioni a calciatori e influencer!). 

Ci vorrebbe una collaborazione mondiale. Disporre lungo le coste di ogni nazione barriere galleggianti per provvedere alla raccolta e al successivo riciclo di materiali e detriti plastici. 

Ma soprattutto sarebbe necessario attuare delle politiche nazionali e internazionali efficaci per non sporcare più. 

Senza dimenticare la responsabilità individuale perché ogni nostra scelta, ogni nostro piccolo gesto quotidiano possono fare la differenza. 

Se solo unissimo le forze… potremmo davvero salvare il nostro pianeta.

 

P.S.

Puoi vedere il video della barriera galleggiante cliccando su questo link :

https://www.youtube.com/watch?v=WoaKzba36bA 

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