Un nuovo studio su oltre 320.000 partecipanti del UK Biobank, pubblicato su PubMed, ha indagato la relazione tra i livelli di vitamina D (25(OH)D) e il rischio di malattie oculari legate all’età: cataratta, degenerazione maculare (AMD) e retinopatia diabetica.
Dal lavoro emerge che:
– livelli di vitamina D intorno ai 50 nmol/L (≈ 20 ng/mL) sono associati al minor rischio di queste patologie;
– valori inferiori aumentano il rischio, ma oltre la soglia ottimale non si osservano benefici aggiuntivi;
– nessuna correlazione significativa è stata riscontrata con il glaucoma.
Il meccanismo protettivo sembra legato alla riduzione dell’infiammazione sistemica e a un miglior equilibrio metabolico (in particolare glicolipidico).
Non dimentichiamo che la principale fonte di vitamina D resta l’esposizione alla luce solare che stimola la sintesi cutanea.
L’integrazione può essere utile solo quando l’esposizione è insufficiente (mesi invernali, età avanzata, fototipo scuro o condizioni cliniche che ne limitano la produzione o l’assorbimento). In questi casi è importante farsi seguire da un professionista esperto per valutare i livelli individuali e la reale necessità di supplementazione.

