Ci sono momenti in cui sappiamo perfettamente cosa dovremmo fare, ma continuiamo a fare altro.
Sappiamo che dovremmo dormire di più, mangiare meglio, muoverci, ridurre qualcosa che ci fa male, smettere un’abitudine, trovare tempo per noi.
Eppure, rimandiamo.
Non sempre è mancanza di conoscenza. Spesso è mancanza di volontà.
La volontà è quella forza interiore che ci permette di passare dal sapere al fare.
Non nasce necessariamente da grandi decisioni: si costruisce attraverso le piccole scelte quotidiane.
Rinunciare a qualcosa che non ci serve.
Alzarci quando preferiremmo restare fermi.
Spegnere il telefono e andare a dormire.
Non mangiare per abitudine quando non abbiamo fame.
Trovare il tempo per muoverci, respirare, riposare.
Sono gesti semplici, ma hanno un valore importante: ci insegnano a non essere completamente governati dalle nostre abitudini.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che considero interessanti anche nell’approccio naturopatico. Prendersi cura di sé non significa soltanto aggiungere qualcosa alla propria vita – un alimento, un integratore, un rimedio naturale – ma anche imparare a togliere ciò che non serve e modificare ciò che, nel tempo, può aver contribuito a creare uno squilibrio.
Per farlo occorre consapevolezza, ma anche volontà.
Non una volontà rigida, fatta di divieti e privazioni, ma la capacità di scegliere con maggiore libertà invece di agire sempre secondo automatismi.
Perché ogni volta che riusciamo a cambiare una piccola abitudine, non stiamo semplicemente ottenendo un risultato. Stiamo allenando la nostra capacità di scegliere.
E questa, forse, è una delle forme più concrete di libertà che possiamo conquistare.

