Una cascina nel bosco: quando mollare tutto non è più un sogno

Una cascina nel bosco: quando mollare tutto non è più un sognoQuanti di noi, almeno una volta, hanno sognato di mollare tutto? Spengere il cellulare, dimenticare il traffico, lasciare dietro alle spalle il caos di una città che divora tempo e relazioni.
È un pensiero attraente che torna ad affacciarsi alla mente nei momenti di sfinimento, quando diventa urgente immaginarsi altrove, magari in un casolare sperduto nei pressi di un bosco a contare i giorni, non più scanditi da notifiche e scadenze, ma dalle stagioni.
Che meraviglia!

 

Il richiamo di una vita in mezzo alla natura è sempre forte perché le nostre radici non crescono nel cemento.
È anche potente perché ribalta le gerarchie. Eliminati capi e obiettivi da raggiungere, ci sono solo il sole a dettare i tempi e la pioggia, che decide che oggi si aspetta, invece di seminare.
È un ritorno a qualcosa che ci appartiene da sempre, ma che abbiamo dimenticato, sedotti da comodità che poi si sono trasformate in catene.
E, dunque, può essere un modo per riconquistare la libertà e riscoprire un’esistenza più autentica.

 

È, però, anche una scelta faticosa che pochi hanno il coraggio di compiere davvero, perché lasciare tutto e ricominciare da capo a contatto con la terra significa sudore e pazienza, significa imparare tanti nuovi mestieri. Ad esempio, quello del contadino, dell’allevatore, del muratore, del fornaio, dell’erborista.
Non è un’evasione romantica, ma un vero e proprio salto che non tutti possono e vogliono fare, dal momento che ci mette davanti a tante incertezze e a tutta la nostra fragilità.

 

Eppure, c’è chi lo fa. C’è chi osa trasformare un sogno collettivo in una vita concreta con tutto il sudore e la bellezza che comporta.
Lo mostra questo VIDEO, pubblicato circa due mesi fa sul canale The Pillow, che racconta di due giovani che hanno deciso di trasferirsi in una cascina abbandonata da mezzo secolo nel cuore del bosco. Mi sono emozionata nel guardarlo e ho pensato che sarebbe stato bello condividerlo.

 

Forse non tutti troveremmo la nostra felicità in una cascina sperduta in mezzo alla natura, ma la storia di questi ragazzi solleva una domanda scomoda: quanto della nostra vita è davvero nostra?
Magari non serve un casolare tra gli alberi per trovare la risposta, basterebbe imparare a disinnescare anche solo un poco l’ingranaggio che quotidianamente ci risucchia.
Basterebbe rallentare.
Scegliere cosa lasciare, cosa salvare, cosa cambiare.
Cercando di trovare più equilibrio nelle scelte quotidiane.

 

 

 

 

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