Malva, perché è utile averla in casa

Si dice che Carlo Magno la volle come pianta ornamentale nei suoi giardini imperiali. In effetti trovo che i suoi fiori color lilla dai petali a forma di cuore siano bellissimi nella loro semplicità. Ma non è solo questione di estetica, considero la malva preziosa perché ha un’azione sicura e dolce che la rende adatta anche agli organismi più delicati  ad esempio bambini, persone anziane, ammalati debilitati da una lunga convalescenza.  
 
Nel linguaggio nascosto delle piante la malva simboleggia la mansuetudine e la timidezza ma, in realtà, è in grado di arrecare sollievo in molteplici malanni:
 
·         calma lo stato infiammatorio delle mucose
·         scioglie i catarri delle prime vie aeree
·         calma la tosse
·         facilita il transito intestinale

La malva è ricca di mucillagini, sostanze benefiche ma facilmente deteriorabili, per questo motivo è bene fare l’infuso a temperatura non troppo alta: l’acqua, cioè, si spenge quando è ben calda ma ancora lontana dall’ebollizione e si versa in una tazza cui si aggiunge 1 cucchiaio raso di foglie e fiori della pianta. Quindi si copre e si lascia riposare con coperchio per 15-20 minuti.
Se ne possono bere 3-4 tazze al giorno preferibilmente lontano dai pasti. Ovviamente i bambini hanno bisogno di quantitativi minori.
Questo infuso, una volta tiepido, può essere utilizzato anche per gargarismi e sciacqui in caso di stomatiti, afte e ascessi dentari.
 
In caso di infiammazioni alle mucose interne come gastriti e gastroduodeniti, se si associa alla malva anche la camomilla, si ottengono davvero buoni risultati. Bisogna però assumere le tisane con una certa regolarità e anche avere particolare cura dell’alimentazione.
In caso di tosse, invece, può essere utile mischiare malva, liquirizia, salvia e timo in parti uguali per un efficacia più rapida nell’eliminazione dei catarri.
 
Infine un consiglio di bellezza. Si può fare un ottimo bagno idratante aggiungendo all’acqua della vasca un decotto di malva. Occorrono 4 cucchiai di fiori e foglie per ogni litro d’acqua (2-3 litri di decotto sono più che sufficienti).
La preparazione in questo caso è la seguente: si mettono i fiori e le foglie nell’acqua fredda, si accende il fuoco e si porta a ebollizione. Si fa bollire per qualche minuto, si spegne e si lascia riposare coperto per 10 minuti. Si filtra e si aggiunge all’acqua del bagno.
 
Tra giugno e settembre, se si ha la fortuna di vivere in campagna, si può utilizzare la pianta fresca perché questo è il suo periodo di raccolta. Altrimenti secca, se ben conservata, è ugualmente efficace.
 

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