Senza gettare la spugna

Senza gettare la spugnaIn un’epoca in cui, soprattutto negli ultimi anni, aumentano ogni giorno reali difficoltà e problemi complessi, si sta diffondendo sempre di più la RASSEGNAZIONEMolte persone non si aspettano più niente di buono dalla vita, tanto meno dalla politica. Pensano che tutto sia inutile perché hanno perso la speranza del cambiamento. Sono, appunto, rassegnate.

 

La rassegnazione toglie tutte le energie che servirebbero per lottare perché è come un veleno che, lentamente, penetra in profondità e fa ammalare l’intera esistenza. E infatti, in genere, chi è rassegnato si esprime anche con amarezza, se non con cinismo. Non riesce più a vedere il bello in nessuno, anzi sminuisce le altre persone che si danno da fare cercando a tutti i costi di rilevarne limiti e negatività.

 

Penso che sia molto comodo, però, restare distesi nella tomba della rassegnazione e limitarsi a commentare tutto ciò che si vede senza fare nulla. Non ci si deve far carico di alcuna responsabilità, non ci si deve impegnare per i propri ideali né fare fatica per cercare di contribuire a un mondo migliore.
Ma c’è del vantaggio in questo?
Forse i valori in cui si dice di credere non sono così importanti da combattere per essi?

 

Invece che di critiche e rassegnazione, in questo momento, più di sempre, c’è bisogno di FIDUCIA. Fiducia nelle nostre capacità e anche in quelle degli altri. Ma c’è bisogno anche di UN’OTTICA SPIRITUALE perché, chi crede, sa che Dio guida ogni cosa e fa in modo che il mondo non sia abbandonato alla sventura.
Questo non significa sfuggire alla realtà e illudersi.
Certamente è necessario rendersi conto di come stanno le cose. Bisogna vedere, essere consapevoli della gravità delle situazioni. Poi, però, non fermiamoci qui. Andiamo oltre. Prefiggiamoci una meta e cerchiamo con tutte le forze di andare in quella direzione.
Senza gettare la spugna.

 

Un atteggiamento ottimistico del genere, non solo fa bene a noi stessi, al nostro valore, ma anche agli altri perché, alla fine, li contagia.
La SPERANZA, allora, diventa una forza che crea un legame tra di noi e il prossimo e che può mantenere viva tutta una comunità. Non a caso si dice che ‘la speranza è l’ultima a morire’ perché è un’emozione necessaria per l’essere umano.
Se non speriamo più, restano solo la paralisi del flusso della vita e la rovina.
Infine la morte.

 

Invece, non tutto è predeterminato e ineluttabile.
Possiamo almeno provarci.