Dormire bene: una delle difese più potenti contro il declino cognitivo

Dormire bene: una delle difese più potenti contro il declino cognitivoUn nuovo studio della Mayo Clinic collega la mancanza di sonno al declino cognitivo. L’insonnia cronica, infatti, provoca non solo stanchezza o irritabilità, può anche lasciare un segno profondo nel cervello.
La ricerca, pubblicata su Neurology nel settembre scorso, ha seguito per oltre cinque anni 2.750 persone tra i 60 e gli 80 anni inizialmente sane dal punto di vista cognitivo e i risultati parlano chiaro: chi soffre di insonnia cronica ha un rischio del 40% più alto di sviluppare decadimento cognitivo o demenza rispetto a chi dorme regolarmente.

 

Le analisi cerebrali mostrano anche un maggior accumulo di amiloide (una proteina tossica legata all’Alzheimer) e alterazioni nella sostanza bianca, segno di danno cerebrale progressivo.
I farmaci per dormire non sembrano offrire alcuna protezione: nessun miglioramento cognitivo è stato, infatti, osservato nei loro utilizzatori.

 

L’insonnia non è un destino inevitabile, ma un segnale da ascoltare. Vuol dire che qualcosa nel nostro equilibrio (mentale, emotivo o fisiologico) si è spezzato. Riconoscerla e affrontarla (con percorsi mirati, abitudini sane e, quando serve, supporto professionale) significa investire nella salute del cervello a lungo termine.
Esistono approcci naturali ed efficaci: igiene del sonno, tecniche di rilassamento, respirazione, esposizione alla luce naturale, alimentazione corretta e gestione dello stress. Sono strumenti semplici ma potenti, che aiutano a ristabilire il ciclo sonno-veglia senza dipendere dai farmaci.

 

 

 

 

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