Una possibile causa di cattiva digestione

Una possibile causa di cattiva digestioneDevo ancora dire due parole sul bere acqua durante il pasto, soprattutto a pranzo. Il bere mentre si mangia non è una cosa sana. Chi ha un minimo di criterio sa che chi beve molta acqua, birra o vino durante i pasti soffre sempre di cattiva digestione.

Durante la masticazione i cibi si mischiano alla saliva prodotta dalle ghiandole salivari, per cui non bisognerebbe mai trangugiare qualcosa di solido senza che sia stato prima masticato a lungo. Nello stomaco i cibi così lavorati e preparati dalla saliva vengono attaccati dai succhi gastrici. Quanto più è puro e inalterato il succo gastrico, più regolare sarà la digestione.

Se durante il pasto si beve, si diluiscono i succhi gastrici che non riescono ad agire con la forza necessaria ad una buona digestione. Chi mai potrà lamentarsi di una digestione lenta e irregolare, se egli stesso con i suoi comportamenti ne è la causa?

Qual è allora il comportamento corretto?
Chi ha sete prima del pasto, beva. I succhi gastrici sono densi e quindi possono essere diluiti, ma a tavola non si beva o si beva poco, in modo che il succo gastrico possa digerire anche l’ultimo boccone ingerito. Se viene sete dopo due o tre ore si beva moderatamente.

Ho discusso con alcuni medici di fama, ed erano tutti della mia opinione: attribuivano la maggior parte delle patologie gastriche al troppo bere.

 

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Parole dell’abate tedesco Sebastian Kneipp, considerato il padre dell’idroterapia.
In realtà l’uso sapiente dell’acqua a scopo benefico ha origini molto antiche: già i medici dell’Antico Egitto attribuivano grande importanza alle proprietà dell’acqua e nella cultura greca Ippocrate ne faceva un largo utilizzo sottolineando la sua importanza per la salute del corpo; tuttavia, possiamo dire che Kneipp ha dato origine all’idroterapia moderna concepita come alternanza ritmica tra acqua calda e acqua fredda, alternanza che è in grado di generare una serie di stimoli termici e meccanici con effetti benefici sull’organismo.

 

Kneipp si appassionò alla ricerca nel campo delle cure naturali spinto dai suoi problemi di salute cagionevole. Rimase molto colpito da un libro di Siegmund Hahn sul potere curativo dell’acqua e iniziò a metterne in pratica i consigli guarendo in modo sorprendente dalla tubercolosi.
Più tardi, dopo aver approfondito gli studi e le ricerche, scrisse un libro, “La mia cura dell’acqua”, portato a termine in sole sei settimane e diviso in due parti, una dedicata all’idroterapia, l’altra ispirata ai principi della fitoterapia. Il libro ebbe un successo straordinario per l’epoca: fu stampato in 18 edizioni e tradotto in tutte le lingue europee nell’arco di soli quattro anni.
In poco tempo, grazie ai suoi metodi terapeutici efficaci, Kneipp diventò molto noto e veniva consultato da malati di tutta Europa.

 

In realtà il metodo Kneipp non si fonda sulla sola idroterapia, ma include anche regole che riguardano l’attività fisica, l’alimentazione, le erbe e, in generale, lo stile di vita.
A tre anni dalla pubblicazione del primo, infatti, Kneipp pubblicò un altro libro dal titolo “Così dovreste vivere”, in cui affronta proprio l’importanza dello stile di vita come elemento necessario e imprescindibile per ottimizzare la salute.
Tra le sue “regole di vita” c’è l’importanza di un buon rapporto con se stessi, ma riteneva ugualmente significativo anche il rapporto armonioso con il prossimo, con la natura e con il Creatore.
“Ho ottenuto i miei più grandi successi terapeutici, solo quando sono stato in grado di fare ordine nella vita interiore dei miei pazienti”Così ha affermato più volte e così ha scritto nel suo secondo libro.