La respirazione che fa bene al cuore

C’è una relazione tra respirazione e sistema cardiovascolare poiché il respiro è in grado influenzare, tramite il sistema neurovegetativo, sia il ritmo cardiaco sia la pressione arteriosa.  

Avere consapevolezza di questo rapporto è importantissimo ai fini della salute del sistema cardiovascolare e dell’organismo in generale.

 

Mi sono sempre interessata di tecniche meditative orientali che hanno alla base il controllo del respiro e forse, proprio grazie a questa mia passione, ho trovato particolarmente intriganti le ricerche del Dottor Luciano Bernardi.

Questo fisiologo clinico dell’Università di Pavia ha studiato per lungo tempo le relazioni tra respirazione e sistema cardiocircolatorio ed è arrivato alla conclusione che il respiro può influenzare il sistema cardiovascolare perché, quando diminuisce il numero di atti respiratori al minuto, diventano più efficienti i sensori che comunicano al cervello il livello di pressione arteriosa e quelli che rilevano la quantità di ossigeno e anidride carbonica presenti nel sangue. In pratica se il respiro diventa più regolare, lento e profondo, si verifica a cascata un effetto positivo sul ritmo cardiaco e anche sull’ipertensione.

 

Già il professor Konstantin Pavlovich Buteyko aveva prodotto in passato molti interessanti studi sulla relazione tra respirazione scorretta (veloce, superficiale) e pressione alta, asma e svariate altre malattie e disturbi. Basandosi sulle ricerche realizzate dagli scienziati sovietici sulla respirazione degli astronauti e sulla composizione dell’aria nelle capsule spaziali, Buteyko ha poi messo a punto un programma pratico di esercizi davvero efficaci per migliorare la respirazione e portarla allo stato ottimale (puoi approfondire leggendo questo mio precedente post “Metodo Buteyko. Batti l’asma rieducando il respiro”).

Altre ricerche che hanno colpito la mia attenzione in merito a questo argomento sono quelle pubblicate nel 1998 da The Lancet (si dimostrava come un gruppo di pazienti affetti da insufficienza cardiaca in soli sei mesi potesse aumentare, praticando le tecniche yoga, la capacità respiratoria e con essa quella di compiere sforzi) e nel 2004 dalla rivista Perfusion, specializzata in patologie cardiache, che ha pubblicato un’indagine che prova come lo yoga faccia regredire lo stato di rischio in pazienti con malattie cardiovascolari già conclamate.

 

Sono certamente tutti studi pregevoli e degni di interesse ma in realtà la scienza ha avvalorato ciò che gli antichi sapevano già: c’è un tipo di respirazione che risana ed è quella lenta, profonda e regolare tipica dei mantra yoga o della recita del rosario.

Infatti, sorprendentemente, sia il mantra che il rosario hanno effetti similari sul piano respiratorio perché arrivano a rallentare il ritmo respiratorio e a regolarizzarlo su una frequenza di un respiro ogni 10 secondi, sei al minuto.

 

Oggi quasi tutti respiriamo troppo. Per stress, ansia, mancanza di attività fisica o cattiva alimentazione aumentiamo inconsapevolmente l’intensità dei nostri respiri diventando più vulnerabili a disturbi e malattie. Anche fumo e alcool aumentano la respirazione, come la permanenza in ambienti troppo caldi e non aerati.

Bisognerebbe imparare a ritrovare un respiro più lento e profondo, ad esempio attraverso la respirazione yogi o la respirazione quadrata tibetana o il rebirthing o il metodo Buteyko (tutte tecniche da praticare sotto la guida di terapeuti esperti) oppure ritagliandosi giornalmente una mezz’ora di tempo per pregare un rosario, una pratica di culto comune a piú religioni (è recitato dai monaci buddisti dell’India, dai cristiani, come preghiera di culto alla Vergine e dagli arabi che lo usano per salmodiare i 100 nomi di Allah).

 

Per pregare non c’è bisogno di avere l’aiuto o la supervisione di un maestro, tutti possiamo farlo, anzi dovremmo farlo, quotidianamente.

Basta fare un po’ di silenzio intorno e dentro di noi, far tacere i rumori e la mente, e predisporre l’animo all’apertura e alla positività: ne trarrà vantaggio la salute fisica (sistema cardiaco, respiratorio, funzione immunitaria, umore) e anche quella spirituale, non meno importante.

 

P.S.

La buona respirazione fa bene alla salute del cuore ma anche certa musica. Alcune particolari melodie, infatti, portano a una diminuzione del livello della pressione arteriosa perché in grado di rilassare il muscolo cardiaco e di rallentarne il ritmo. Maggiori dettagli in questo mio precedente articolo “Musica amica del cuore (e non solo)

 

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