Pizze tossiche

L’alimento italiano per eccellenza, la pizza,  potrebbe mettere a serio rischio la salute. Una recente inchiesta del settimanale Il Salvagente, la rivista dedicata ai diritti dei consumatori, ha evidenziato  tracce di Bisfenolo A nei cartoni per trasporto pizza. Per la precisione le analisi di laboratorio hanno messo in risalto una concentrazione elevata di bisfenolo, superiore a quella consentita per i contenitori in plastica, su due imballaggi su tre.

L’inchiesta non è passata inosservata. È stata ripresa e anticipata da Il Fatto Quotidiano e dal TG2, il Codacons ha presentato un esposto a 104 procure della Repubblica e ai Nas di tutta Italia affinché avviino accertamenti e alla fine si è attivato anche il Ministero della Salute.

 

Il Bisfenolo A (Bpa) è un composto sintetico utilizzato nella produzione della plastica al quale sono state collegate interferenze endocrine, vuol dire che altera la comunicazione ormonale nel corpo, predisponendo a disturbi della salute riproduttiva (tra cui pubertà precoce ed endometriosi), tumori e disordini metabolici, come obesità e diabete. In particolare ha un’attività simile estrogenica che è stata collegata all’aumentato rischio di cancro al seno e alla riduzione della fertilità maschile.

Nel 2011 è stato bandito da tettarelle e biberon europei ma continua ad essere utilizzato in molti oggetti di consumo quotidiano (ad esempio piatti e bicchieri di plastica, recipienti per microonde, pellicole, rivestimenti protettivi per lattine). Nessuno però si sarebbe aspettato di trovarlo nella carta per alimenti, invece l’indagine de Il Salvagente dimostra il contrario e il problema, nel caso specifico, è la migrazione di questa sostanza pericolosa dalla scatola alla pizza, passaggio che viene facilitato dall’alta temperatura che raggiunge il cartone (60-65 gradi) e dal tempo prolungato in cui la pizza dopo essere uscita dal forno resta all’interno del contenitore.

 

A dire il vero solo nelle scatole prodotte all’estero, tra quelle prese in esame, è stata rilevata la presenza del Bpa. Si tratta di contenitori realizzati in carta riciclata.  

Il Ministero della Salute ha precisato che le norme attuali in Italia vietano l’utilizzo di carta riciclata per i prodotti ‘umidi’ e lo ammettono solo per ‘i solidi secchi’ (come sale, zucchero, pasta, riso). Purtroppo però le disposizioni italiane non si applicano a carte e cartoni legalmente prodotti da altri stati dell’Unione Europea e poi commercializzati anche da noi. Quindi, anche se in alcuni stati europei questo settore è regolato rigidamente da specifiche norme sanitarie, in altri invece no e manca una norma armonizzata dell’Unione su questa materia che ci tuteli realmente tutti.

 

Il problema della presenza delle sostanze dannose nella carta e nei cartoni riciclati a contatto con il cibo è vecchio. Già 13 anni fa sempre la rivista Il Salvagente pubblicò le analisi del Laboratorio LabAnalysis di Pavia su cartoni provenienti da quattro fabbriche diverse e i risultati mostrarono chiaramente la contaminazione del cibo con composti fenolici, benzeni e naftaleni,  tutte sostanze che non dovrebbero assolutamente venire a contatto con gli alimenti. Anche il Laboratorio di ricerche analitiche alimenti e ambienti dell’Università di Milano diretto dal professor Tateo riscontrò la presenza di ftalati nei contenitori per alimenti, in particolare fu  trovato di-isobutilftalato in otto cartoni della pizza comunemente utilizzati su tutto il territorio nazionale.

Quindi già nel 2006 si parlava di contenitori fuori legge. A quanto pare in 13 anni nessuno si è preoccupato di prendere le necessarie decisioni e la situazione non è cambiata.

Speriamo che questa sia la volta buona.

 

Nel frattempo, in attesa che il nostro Ministero della Salute prenda provvedimenti e l’Europa uniformi la normativa, per precauzione è bene mangiare la pizza direttamente al ristorante o in pizzeria.  

E, se proprio la vuoi gustare a casa,  meglio evitare di riscaldarla nuovamente in forno con tutta la scatola o di tagliarla quando è ancora dentro il cartone.  

Entrambe le azioni, infatti, faciliterebbero ulteriormente il passaggio di eventuali sostanze nocive all’alimento e da questo al tuo corpo.

 

P.S.

In questo mio precedente post “Interferenze pericolose” puoi trovare un approfondimento sugli interferenti endocrini insieme a dei consigli per difenderti da queste sostanze.

Altri suggerimenti per mettere l’organismo nelle condizioni migliori per far fronte alle molte molecole tossiche con cui può venire in contatto ogni giorno li puoi leggere in questo mio precedente articolo “Quante tossine ingerisci ogni giorno?

2 pensieri su “Pizze tossiche”

  1. Non facciamo di tutta l’erba un fascio! Non tutte le scatole pizza presenti sul mercato, sono nocive e realizzate senza tenere conto delle vigenti norme italiane. Per esempio noi dello Scatolificio Martinelli Srl, ci impegniamo da sempre, nella produzione di cartoni pizza usando materiali di prima qualità: cartone micro-onde ad uso alimentare e inchiostri atossici rispettando alla lettera le normative italiane e cosa più importante, tenendo sempre a cuore la salute dei consumatori.

    1. Gentilissimi,
      mi fa piacere che la vostra azienda sia da sempre impegnata nel rispetto delle regole e attenta alla salute dei consumatori. Non credo che l’articolo abbia fatto di tutta un’erba un fascio avendo avuto cura di specificare che il problema riscontrato è relativo ai prodoti provenienti dall’estero e che un’altra criticità risiede nella legislazione che ancora presenta lacune che permettono l’importazione di contenitori ad alto rischio.
      Vi ringrazio per la vostra puntualizzazione che con piacere rendo pubblica sul mio blog.
      Cordialmente
      Valentina Bennati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *