I geni non sono il destino

È così.

I geni non sono il destino perché le informazioni che contengono (ad esempio la possibilità di indurre una patologia oppure di determinare una specifica caratteristica morfologica o funzionale) si traducono concretamente nell’organismo solo all’interno di un complesso sistema di regolazione a sua volta influenzato dall’ambiente nel senso più ampio del termine.

 

Questo vuol dire, ad esempio, che un bambino può anche avere nei suoi cromosomi il gene o i geni che determinano la celiachia, ma non è detto che poi sviluppi questa malattia nel corso della sua vita. 

Molte cose potranno fare la differenza: se è alimentato con latte artificiale o è allattato al seno, se ha uno svezzamento precoce o si nutre per lungo tempo con il latte della mamma, se viene curato frequentemente con antibiotici e antinfiammatori oppure attraverso la fitoterapia, l’omeopatia e altre sostanze naturali, se consuma regolarmente cibi manipolati industrialmente o invece alimenti biologici seguendo il ritmo della natura.

In realtà sono tantissimi altri i fattori che influenzano il nostro stato di salute: la quantità di tempo passata all’aperto o al chiuso, l’esposizione alla luce solare o artificiale, il movimento o la sedentarietà, la qualità dell’aria, dell’acqua, dei cibi ma anche le emozioni, i pensieri e i sentimenti danno un contributo fondamentale al nostro benessere o malessere.

 

Ho fatto l’esempio della celiachia ma il discorso è valido in generale perché, al di là dei geni, sono le risposte agli stimoli ambientali che determinano realmente la nostra biologia e influenzano il comportamento delle cellule.

Quanta importanza acquisisce allora il nostro comportamento? 

Quanta importanza acquisisce il nostro modo di sentire, pensare, parlare e agire?

Tantissima ed è fondamentale capire questo per porsi nel modo corretto nei confronti della salute. 

Non della salute in astratto ma della propria salute. Il che equivale ad una assunzione di responsabilità: smettere di pensare che tanto ci sarà sempre un intervento esterno (persona o farmaco) capace di risolverci i problemi e invece riscoprire  l’importanza di un sano e corretto stile di vita proprio per prevenire disturbi e malattie e cercare quanto più possibile di mantenere il proprio organismo in equilibrio.

 

Certo può apparire faticoso se non si è abituati a prendersi cura in prima persona di se stessi. 

Per stare bene, infatti, bisogna impegnarsi, non accontentarsi delle prime risposte o delle vie più comode e facili ma avere la volontà di informarsi, interrogarsi e cambiare ciò che non è funzionale alla nostra salute.

Occorrono motivazione, costanza, disciplina e a volte anche il coraggio di andare controcorrente. 

Ma ne vale la pena. Perché gli strumenti e i metodi che potenziano le risorse fisiche, psichiche ed emozionali della persona e che stimolano le capacità naturali dell’organismo di autoguarirsi esistono e sono molto meno costosi degli interventi massicci della medicina ad alta tecnologia (quando evitabile) oltre ad avere meno effetti collaterali ed essere più efficaci nel lungo periodo.

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