Afa. Dieta e comportanti anticaldo

 
Estate bollente con temperature che di giorno arrivano a superare i 40°C e di notte difficilmente scendono sotto i 25.
L’esposizione al calore forte può provocare disturbi lievi come crampi, spossatezza, gonfiori ma anche svenimenti, nausea, vomito, cefalea.
Malesseri che possono mettere a dura prova tutti, è necessario di conseguenza adottare particolari attenzioni, a maggior ragione nei confronti di bambini e anziani e in caso di particolari patologie.
 
Ecco dieci suggerimenti per difendersi dal caldo eccessivo:
 
Idratarsi.
      L’acqua è la cosa migliore. Evitare le bevande gassate, zuccherate e troppo fredde (queste ultime contrastano con la                                            temperatura corporea e potrebbero provocare l’insorgenza di congestioni anche gravi). Anche le bevande alcoliche e il caffè andrebbero        parecchio limitate perché, aumentando la sudorazione e la sensazione di calore, contribuiscono alla disidratazione.
 

Pasti leggeri e rinfrescanti.
Meglio mangiare poco più volte al giorno. Ridurre il più possibile gli alimenti di origine animale e abbondare in verdura e frutta (la frutta lontano dai pasti). Assumere piccole porzioni di semi oleosi come sesamo, girasole, lino e zucca che si possono triturare e aggiungere alle insalate. Preferire le proteine del pesce, delle uova e dei legumi (meglio se freschi) alla carne e i cereali integrali in chicchi a quelli raffinati. centrifugati di frutta e verdura di stagione dovrebbero essere consumati quotidianamente durante i mesi estivi perché offrono una preziosa riserva di vitamine e sali minerali decisamente più efficaci di quelli contenuti in compresse e pasticche. Il succo di carota e sedano, ad esempio, stimola l’abbronzatura e contribuisce alla bellezza della pelle. La natura in estate mette a disposizione frutta e verdura in quantità, con un po’ di fantasia è possibile sperimentare tante gustose combinazioni.

 

Fare più docce durante la giornata 
per placare la sensazione di calore sul corpo.

 

Non uscire nelle ore più calde.
Il che una volta voleva dire dalle 11 alle 17, in questi giorni anche alle 18-19 in certi luoghi le temperature sono insopportabili.

 

Cercare di preservare in casa un ambiente fresco
proteggendo le finestre esposte al sole con tapparelle, persiane o tende. Arieggiare gli ambienti la notte per disperdere il calore accumulato durante il giorno.

 

Usare i condizionatori con moderazione.
Danno una sensazione di benessere, è vero, ma uno sbalzo di temperatura eccessivo (superiore ai cinque o sei gradi) può provocare danni, in particolare a chi soffre di bronchiti ricorrenti.

 

Indossare indumenti chiari possibilmente di cotone o lino
perché le fibre sintetiche impediscono la traspirazione, oltre a provocare irritazioni di tipo allergico, fastidiosi pruriti e arrossamenti. All’aperto usare anche un cappellino di colore chiaro per proteggere la testa.

 

Chi abitualmente si trucca eviti di farlo almeno durante i giorni più caldi 
per non soffocare i pori del viso già stressati dalle alte temperature.

 

 Non alzarsi bruscamente dal letto,
soprattutto nelle ore notturne
È un suggerimento rivolto in particolare a chi soffre di cuore e di pressione alta perché nel passare dalla posizione sdraiata alla posizione eretta queste persone possono avere una brusca diminuzione della pressione arteriosa che potrebbe causare anche perdita di coscienza.

 

Occhio ai farmaci.
Le alte temperature possono incidere sull’integrità, l’efficacia e la sicurezza dei medicinali sull’organismo. E così farmaci comunemente usati possono produrre effetti dannosi. Un esempio? Gli 
antibiotici: meglio conservarli in frigorifero dopo l’apertura perché con il caldo alcuni tipi potrebbero subire alterazioni pericolose per i reni o lo stomaco. Leggere sempre nel bugiardino le modalità di conservazione o chiedere al farmacista. Il caldo può anche potenziare l’effetto di molti farmaci utilizzati per la cura dell’ipertensione arteriosa e di molte malattie cardiovascolari. In estate è opportuno, quindi, effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa e richiedere al proprio medico curante un eventuale aggiustamento della terapia. Anche i farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali che contengono ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche. E attenzione si deve usare con gli analgesici (usati per ridurre il dolore senza però intervenire sulle cause che l’hanno provocato) perché anche alcuni di questi farmaci possono essere danneggiati dalle alte temperature. Infine ci sono i farmaci che   possono causare reazioni da fotosensibilizzazione (manifestazioni cutanee come dermatiti o eczemi) a seguito dell’esposizione al sole. Si tratta in particolare di sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (FANS), prometazina (antistaminico spesso utilizzato per punture di insetti o allergie cutanee). Bisogna evitare l’esposizione al sole anche dopo l’applicazione di gel/cerotti a base di ketoprofene (un farmaco antinfiammatorio non steroideo usato per il trattamento del dolore e degli stati infiammatori) sia durante il trattamento che nelle due settimane successive.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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