Che acqua bevi?

 
C’è tanta acqua nel nostro corpo. In base all’età, alla costituzione e al tipo di alimentazione i nostri organi e tessuti ne contengono un quantitativo diverso.
I veri serbatoi della nostra acqua corporea sono le cellule ma c’è acqua anche negli interstizi tra le cellule. La composizione dei due liquidi, intracellulare ed extracellulare, cambia poiché dentro le cellule abbonda il potassio, fuori di esse il sodio ed il giusto equilibrio di questa “pila naturale” è fondamentale per il corretto svolgimento delle funzioni metaboliche e per la vita.
In termini di elementi si potrebbe dire che noi siamo acqua e che non possiamo farne a meno. È indispensabile per trasportare i principi nutritivi a tutte le cellule, per favorire la digestione, per garantire la termoregolazione, per eliminare le scorie attraverso gli organi emuntori e per svolgere la funzione di “ammortizzatore” nei confronti di certi organi più delicati come l’occhio e il cervello che ne sono infatti ricchissimi. 
Così decisiva  per la nostra sopravvivenza eppure così ignorata. Sì, sappiamo che l’acqua è importante per mantenere in salute l’organismo, ma poi stiamo attenti alle sue caratteristiche?
 
Se in passato molti avevano la fortuna di poter bere della vitale e pura acqua sorgiva, oggi questo è un privilegio che spetta ai pochissimi che vivono ancora vicino a sorgenti incontaminate di alta montagna. Il problema principale è soprattutto quello di riuscire a trovare un’acqua priva delle sostanze dannose che oggi si trovano quasi dappertutto nell’acqua di rubinetto: dal piombo proveniente da vecchie tubature ai residui di pesticidi e medicinali vari. Certo, l’acqua che normalmente esce dai rubinetti delle abitazioni per essere resa potabile subisce una serie di trattamenti e controlli volti a contenere entro limiti stabiliti dalla legge eventuali inquinanti chimici (nitrati, pesticidi ecc ecc ) ma, una volta uscita dall’acquedotto e addizionata di cloro, prima di giungere alle nostre abitazioni, è costretta a percorrere un lungo tragitto attraverso tubi molto spesso vecchi e malconci che possono diventare essi stessi ulteriore fonte di inquinamento. Dunque potabilità non necessariamente vuol dire qualità.
Che caratteristiche dovrebbe avere un’acqua salutare?
 
Le analisi utilizzate più frequentemente sono quelle batteriologiche  e chimico-fisiche che però sono insufficienti per dare un giudizio completo dal punto di vista della salute. Una valutazione davvero completa dovrebbe includere:

ANALISI BIOLOGICA per escludere eventuale presenza di batteri, virus e funghi.

ANALISI ORGANICA per escludere eventuale presenza di veleni con i quali l’acqua potrebbe avere avuto contatto nel suo percorso sotterraneo e di superficie, ad esempio erbicidi.

ANALISI FISICO-CHIMICA Quella fisica prevede in particolare la misurazione della conducibilità elettrica (più è bassa, migliore è la qualità dell’acqua ) e del ph (quello ideale è compreso tra 6,4 e 6,8). Quella chimica definisce la quantità dei minerali inorganici presenti nell’acqua e la somma di questi dà il residuo fisso che si ottiene facendo evaporare un litro di acqua a 180°. Questo è un altro parametro determinante per la valutazione della qualità dell’acqua (più basso è il residuo fisso, migliore è la qualità dell’acqua).

ANALISI DI VITALITà Si tratta di distinguere tra un’acqua viva e un’acqua morta e per questa ricerca non esiste ancora un metodo scientifico affidabile. In generale si può dire che tutte le acque trattate o purificate sia chimicamente che fisicamente perdono la loro vitalità.

ANALISI ENERGETICA-BIOELETTRONICA Secondo l’idrologo francese Vincent è la più importante per la salute umana e va a identificare l’energia globale dell’acqua. Dipende da tre parametri: il ph, il valore rh2 e il valore ro.

1.      Per quanto riguarda il ph il range di riferimento perché l’acqua sia accettabile è tra 6,0 e 6,8 ma le acque migliori hanno un ph tra 6,4 e 6,8 (lo stesso dell’ambiente interno delle nostre cellule, in questo modo il ricambio d’acqua è molto facilitato).
2.      Il valore rh2 misura la pressione di idrogeno e ossigeno e varia da 0 (massima pressione di idrogeno) a 42 (massima pressione di ossigeno). Il numero 28 identifica il valore neutro che si ha quando la pressione dell’idrogeno è uguale a quella dell’ossigeno. Un’acqua buona ha un rh2 tra 25 e 28.
3.      Il valore ro rappresenta la resistività di un liquido ed è inversamente proporzionale alla conducibilità elettrica (quanti meno minerali sono contenuti nell’acqua, tanto minore è la conducibilità e tanto maggiore è la resistività). L’acqua buona ha una resistività sempre maggiore di 6000 Ohm ma l’acqua veramente pura ha una resistività di oltre 20000 Ohm!
un’acqua con molti minerali non può caricarsi ulteriormente di scorie e tossine. Solo un’acqua pura può assolvere questo importante compito di eliminare le sostanze tossiche dal nostro organismo. I minerali di cui abbiamo bisogno non sono quelli inorganici e per noi inassimilabili dell’acqua ma quelli organici  che sono già stati assimilati dalle piante e che ritroviamo in un’alimentazione sana e varia: verdura fresca, frutta, legumi, cereali, erbe e semi maturati al sole che contengono anche tutti gli enzimi e le sostanze vitali utili al nostro nutrimento.
 
Purtroppo quasi nessuno oggi dà il giusto peso alla qualità dell’acqua. Ma ricorda che non ha senso fare attività fisica e seguire una dieta equilibrata e personalizzata nell’intento di stare meglio se poi non introduci nel tuo corpo un’acqua pura e salutare.

 

 

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