Integratori pericolosi

È allarme integratori alla curcuma in questi giorni. Il Ministero della Salute ha segnalato alcuni prodotti perché sono stati associati a casi di epatite acuta.

Ora la curcuma a dosi corrette generalmente non è tossica, anzi ha molteplici virtù, puoi trovare un approfondimento in questo mio precedente post: “Aggiungi oro ai tuoi piatti”.

Poiché si tratta di integratori di marche differenti (verifica quali cliccando su questo link) gli esperti pensano che ci sia stata una contaminazione della materia prima che, in genere, viene importata dall’India.

Si sta cercando quindi di capire se le aziende coinvolte si sono rivolte agli stessi grossisti per avere la curcuma e se sia stata acquistata effettivamente questa pianta oppure inconsapevolmente una di specie diversa.

 

Il mercato degli integratori è in continua espansione e purtroppo si tratta spesso di prodotti poco controllati anche per quanto riguarda l’origine degli ingredienti.

Un’indagine condotta dall’Ufficio del Procuratore Generale di New York non molto tempo fa su sei diversi supplementi di erbe maggiormente venduti da 4 grosse aziende aveva evidenziato che il 79% dei campioni esaminati non conteneva gli ingredienti indicati in etichetta ma altri non dichiarati e potenzialmente pericolosi.  
Il problema, infatti, è proprio legato alle sostanze davvero presenti in questi prodotti e al dosaggio.

 

In Usa per immettere sul mercato integratori alimentari e fitoterapici sono necessarie meno evidenze di sicurezza rispetto a quelle richieste per i farmaci tradizionali. Ciò aumenta la probabilità di avere effetti collaterali pericolosi e a volte fatali.  

In Italia il mercato degli integratori è più controllato. I prodotti commercializzati nel nostro paese devono essere accompagnati da certificati di sicurezza.  

Negli Stati Uniti, inoltre, gli  integratori commercializzati contengono spesso dosi molto elevate dei singoli elementi mentre in Italia invece, proprio per ragioni di sicurezza, la concentrazione dei principi attivi è decisamente minore.

 

Ciò non significa che tutto ciò che è venduto come naturale qui da noi è sicuro.

Prima di assumere un integratore, dunque, è sempre bene rivolgersi a personale qualificato e competente che conosce bene ciò che consiglia (lettura etichetta, purezza e qualità degli ingredienti e possibili eventuali interazioni con cibi e farmaci).

Un integratore non vale un altro. E quando è necessario farne uso (per tempi limitati e senza mai abusarne), meglio spendere un pochino di più per prodotti sicuri ed efficaci piuttosto che risparmiare e rischiare. Inoltre è bene evitare di comprare online perché si può incappare in aziende che non hanno registrato i prodotti in Italia e che quindi possono non avere standard di qualità e controlli di sicurezza.

Infine una particolare cautela è necessaria quando si ha a che fare con persone che hanno un deficit di funzionalità epatica o con persone che assumono molti farmaci metabolizzati a livello epatico per curare altre patologie o che fanno uso di alcol.

 

Riassumendo: gli integratori possono essere senz’altro d’aiuto in certe circostanze ma NO all’uso incontrollato, NO al passa parola, NO al fai-da-te e MOLTA ATTENZIONE agli acquisti online.

Io poi ho una mia visione personale in merito al loro utilizzo. Puoi approfondire leggendo questi miei precedenti post: “I migliori integratori” e “Integratori in gravidanza. È davvero il caso?

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