I potenti effetti terapeutici dello zafferano

Si è scoperto di recente che lo zafferano frena una grave malattia della vista, la sindrome di Stargardt, una degenerazione ereditaria della ‘macula’ (il centro della retina) che inizia in giovane età e comporta riduzione della visione centrale, quella che consente di riconoscere i visi, leggere, guidare. 

Ad effettuare questo studio clinico – che è stato pubblicato sulla rivista Nutrients – è stata la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs: 31 pazienti sono stati trattati con 20 milligrammi al giorno di zafferano in compresse per sei mesi e poi con una sostanza placebo per i successivi sei. La funzione visiva si è mantenuta stabile durante la terapia, mentre tendeva a deteriorarsi durante l’assunzione del placebo.

 

Già in passato lo zafferano si era dimostrato capace (in modelli animali) di rallentare la progressione del processo neurodegenerativo della retina e mantenere la funzione visiva più a lungo. 

Oggi i risultati sono stati confermati anche sull’uomo. 

È una nuova dimostrazione dei potenti effetti terapeutici di questa spezia che con le sue molecole antiossidanti e antinfiammatorie ha un effetto benefico, non solo sulla funzione visiva, ma anche sul cervello. Un altro studio italiano, infatti, tempo fa ne aveva messo in luce le proprietà contro la demenza (favorisce la degradazione della proteina tossica beta-amiloide che è la principale indiziata tra le cause dell’alzheimer), mentre una ricerca iraniana ne aveva evidenziato l’efficacia in una delle sindromi neuropsichiatriche più diffuse tra bambini e adolescenti, il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività (confrontando lo zafferano con il metilfenidato, uno dei composti più usati nella terapia del deficit dell’attenzione, dopo 6 settimane di trattamento i ricercatori non hanno visto alcuna differenza significativa di efficacia tra lo zafferano e il farmaco). 

 

Dal dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, invece, è arrivata la notizia che lo zafferano può avere anche un importante ruolo nell’ambito della lotta ai tumori. 

Uno studio coordinato da Filippo Minutolo ha identificato il meccanismo con cui un metabolita attivo presente nello zafferano, la crocetina, riesce a ridurre l’aggressività delle cellule tumorali attraverso l’azione su un enzima-chiave nella glicolisi tumorale, la lattato deidrogenasi (Ldh).

Ciò non significa che lo zafferarano può sostituire le varie terapie antitumorali, ma certamente può costituire un utile ausilio alimentare nella prevenzione delle neoplasie (ovviamente nell’ambito di uno stile di vita corretto che contempla anche movimento e altre abitudini salutari).

 

La natura ci procura tutto ciò di cui il nostro corpo ha bisogno per poter funzionare correttamente e la letteratura scientifica è piena di studi che documentano i benefici per la salute e le proprietà preventive di vitamine, minerali e altre sostanze con attività biologica che troviamo negli alimenti. 

È necessario però saper scegliere quali cibi mangiare, come combinarli e, quando facciamo la spesa, porre la propria attenzione sulla provenienza degli alimenti e sulla lettura delle etichette al fine di evitare additivi e sostanze non salutari. 

Senza dimenticare le regole fondamentali di una sana alimentazione (vedi I cinque pilastri della sana alimentazione) e i quattro comportamenti salutari da tenere al momento dei pasti (leggi “I 4 principi aurei dell’alimentazione naturale).

 

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